Per anni abbiamo raccontato il consumatore come una creatura tendenzialmente lineare: confronta i prezzi, valuta l’assortimento, si lascia sedurre da una promozione ben congegnata e, nei giorni in cui è di buon umore, da un’esperienza un po’ più curata del solito. Poi è arrivata la realtà, e la realtà, come sappiamo, talvolta, ha pessime maniere; pandemia, inflazione, guerre, instabilità, fatica digitale, ansia da intelligenza artificiale: il risultato è che oggi non si compra soltanto per bisogno o desiderio, ma anche per regolare il proprio stato interno. Il report Future Consumer 2027: Emotions di Wgsn parte esattamente da qui e sostiene che il modo in cui compriamo, ciò che scegliamo e i brand a cui ci affidiamo siano sempre più intrecciati a come ci sentiamo. Non è una sfumatura, ma un cambio di paradigma.
[tratto da La Repubblica, 13 aprile 2026]